Search

The M Foundation

Art as Connective Experience

Month

March 2016

High Degrees

51jxnv4puul-_sx352_bo1204203200_

THE UNIVERSAL MORNING STAR nr. 11

The invention of the Higher Degrees as instrument of the attempts of restoration. Origins of the Scottish Rite and the myth of the Templars in the knight André Michel Ramsay’s Oratio.

Warning: this ebook being written in an open language, which is a mix of magical-alchemical nature, much more than regular grammar and sintaxys, to generate a troubadoric nuova koiné of understanding.

Black Madonna

51f2bkkphysl-_sx352_bo1204203200_

THE UNIVERSAL MORNING STAR nr. 10

The astonishing personality of the “Female Messiah”: Chavah Frank.

Warning: this ebook being written in an open language, which is a mix of magical-alchemical nature, much more than regular grammar and sintaxys, to generate a troubadoric nuova koiné of understanding.

The Enterer

5170q-mxsal-_sx352_bo1204203200_

THE UNIVERSAL MORNING STAR nr. 9

Entering a philosophical Order that is aimed to generate spiritual life in the Adept through his experiences on modern meaning of magic. Advanced techniques from psychoanalysis, archetypes, alignment of will (true will), meeting with the higher Self.

Warning: this ebook being written in an open language, which is a mix of magical-alchemical nature, much more than regular grammar and sintaxys, to generate a troubadoric nuova koiné of understanding.

 

Campagna internazionale contro le mine antiuomo

This slideshow requires JavaScript.

Le mine antiuomo: la Campagna internazionale

fonte: Volontariato Internazionale per lo Sviluppo

slideshow: Immagini di Mario Crimi, saltato in aria insieme alla sua squadra per sminare un campo durante la II guerra mondiale.

Nel dicembre 1997 il premio Nobel per la pace è stato conferito alla Campagna internazionale per la messa al bando delle mine antiuomo ed alla sua portavoce Jodie Williams. Si è trattato di un importante riconoscimento all’insieme di associazioni, gruppi e singoli individui che da alcuni anni cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione delle mine antiuomo, sul peso economico, sociale ed umano da esse rappresentato, e sulla necessita’ di uno sforzo collettivo per risolvere questo drammatico problema.

Uno dei risultati più importanti raggiunti dalla Campagna Internazionale è stata la pressione su un gran numero di paesi per indurli alla firma di un trattato internazionale sulla messa al bando delle mine antiuomo. Questi sforzi sono stati coronati da successo: alla fine del ’97 nella conferenza ad Ottawa è stato raggiunto un accordo per il bando totale di queste armi. Il trattato ha finora ottenuto la firma di un elevato numero di paesi partecipanti e tra questi l’Italia (ma non ancora quella di paesi importanti quali gli USA e la Cina).

Questi risultati, per quanto significativi, non devono far perdere di vista le dimensioni del problema che la comunità internazionale ha ancora di fronte a sé. Infatti, anche se queste armi fossero definitivamente messe al bando in tutto il pianeta (e siamo ancora lontani dal raggiungimento di questo obiettivo), resterebbe ancora aperto il problema dell’eliminazione delle mine già disseminate in un gran numero di paesi .

 

La Convenzione di Ottawa

Tra i paesi che non hanno firmato la convenzione di Ottawa per la proibizione dell’uso, dello stoccaggio, della produzione e del commercio delle mine antipersona e per la loro distruzione vale la pena di ricordare: Cuba, Stati Uniti, Russia, Turchia, Egitto, Israele, Marocco, Eritrea, Somalia, Nigeria, Cina e India.

Il trattato approvato nel 1997 ad Ottawa è oggi stato firmato da tra quarti dei paesi del mondo, 138, mentre le ratifiche sono 101. Gli stati produttori sono passati da 54 a 16. I territori sminati sono stati 168 milioni di metri quadrati.

Secondo i dati del rapporto 2000 ci sono oltre 250 milioni di mine negli arsenali delle forze armate di 105 paesi, in particolare Cina [110 milioni] e Russia [60/70 milioni]. Tra gli stati firmatari l’Italia mantiene il primato del numero di mine conservate nei magazzini delle forze armate [4,8 milioni].

Nel 1999 sono state distrutte circa 22 milioni di mine antipersona in 50 paesi. Solo diciassette di questi stati hanno eliminato completamente le riserve di mine.

Tra i 138 paesi firmatari, solo 48 stati hanno provveduto a pubblicare un rapporto sulla stato di attuazione della convenzione pur essendone tutti obbligati.

L’Africa sub-sahariana è la regione con il più alto numero di mine ancora in uso, in particolare in Angola, Burundi, Sudan, Etiopia, Congo ex-Zaire, Ruanda, Uganda e Zimbabwe. Ma sono Afghanistan, Cambogia e Myanmar i paesi con il più alto numero di vittime. Il ricorso più massiccio nell’ultimo anno e mezzo si è registrato in Cecenia e Kosovo.

Le nazioni del mondo ancora contaminate sono 88.

Un problema ancora aperto

La quantità totale di mine già disseminate è ovviamente molto difficile da valutare; si può tuttavia assumere come dato di partenza la stima fornita dalle Nazioni Unite che, per quanto grossolana, indica comunque l’ordine di grandezza del problema. Questa stima indica in circa 100 milioni in 62 paesi il numero delle mine antiuomo disseminate finora, mentre il numero di quelle introdotte ogni anno sembra collocarsi attualmente fra 500.000 e un milione. Negli ultimi 10-20 anni il problema ha assunto dimensioni particolarmente drammatiche per il gran numero di guerre civili e conflitti etnici durante i quali queste armi sono state utilizzate indiscriminatamente e al di fuori delle regole tradizionali d’impiego delle forze armate, che prevedono la stesura e la conservazione di mappe dei campi minati, utili per la successiva disinfestazione. Possiamo qui ricordare a scopo esemplificativo, l’Angola, il Mozambico, la Cambogia, l’Afghanistan, la ex Jugoslavia, ecc.

La produzione delle mine antiuomo è stimata in 5-10 milioni ogni anno, ripartita su un centinaio di produttori in 55 paesi. Il numero di mine distrutte ogni anno nelle operazioni di sminamento, si colloca invece, tra 100.000 e 200.000. Con questi ritmi, occorrerebbero centinaia di anni per eliminare completamente questi ordigni dai paesi nei quali essi sono presenti.

Un altro punto importante da sottolineare è che, mentre le tecniche di sminamento per scopi militari possono ritenersi efficaci e facilmente disponibili, quelle per scopo umanitario lo sono molto meno.

Infatti lo sminamento militare, che ha come scopo solo l’apertura di corridoi praticabili in mezzo a campi minati, non è affatto accettabile per gli standard richiesti dalle operazioni umanitarie. Queste ultime, invece, richiedono una bonifica del territorio virtualmente del 100 %, dal momento che il principale problema di natura umanitaria è la restituzione di vasti territori all’attività e alla praticabilità economica, commerciale ed umana in generale.

L’impatto delle mine antiuomo sulla vita delle popolazioni locali è in realtà devastante dal momento che la loro presenza rende impraticabili all’agricoltura e alla mobilita’ vasti territori con effetti economici e psicologici enormi. Per non parlare del peso che tutto ciò impone al sistema sanitario e sociale dei paesi più colpiti, le cui condizioni finanziarie, come e’ facile immaginare, sono spesso drammatiche. Ad esempio il costo degli arti artificiali necessari ad una persona mutilata da una mina viene stimato oggi attorno a 3000 dollari. Se si tiene conto del gran numero di questi invalidi (ad esempio in Cambogia, sul cui territorio si stima che vi siano fra 4 e 7 milioni di mine, una persona su 236 e’ stata mutilata da una mina), si può avere un’idea delle dimensioni del problema.

I progressi tecnologici hanno, peraltro, molto peggiorato la situazione: l’attuale generazione di mine è costruita con materiali plastici che le rendono estremamente difficili da rivelare con i mezzi più diffusi. Per non parlare delle mine, già disponibili, che contengono sofisticati congegni che le rendono pericolosissime anche da cercare e rimuovere, costituendo così un grave problema anche per le squadre di sminatori professionisti. Gli attuali sistemi di rivelazione, peraltro, hanno un’efficienza che si colloca fra il 60 ed il 90 % per mine che contengono un minimo di metallo: lontano quindi dai livelli richiesti da una bonifica per scopi umanitari. Tutto questo rende lo sminamento difficile, pericoloso e molto costoso.

I metodi attualmente utilizzati per la rivelazione delle mine depositate sotto il livello terrestre sono essenzialmente due. Il primo è basato sull’olfatto di cani o maiali addestrati a riconoscere mine inesplose: il secondo, utilizzabile solo per mine metalliche, sfrutta le variazioni di campo magnetico generate dalla presenza di masse metalliche nel raggio d’azione del rivelatore.

I Paesi più colpiti sono:

Cambogia, Afganistan, Angola, Mozambico, ex-Jugoslavia, Sudan, Somalia, El Salvador, Kurdistan, Kuwait.

Per sminare completamente l’Afganistan agli attuali ritmi occorrerebbero circa 4.300 anni.
Un’indagine (fonte: Croce Rossa Internazionale) realizzata in Afghanistan sui feriti delle mine antiuomo chiarisce che la maggioranza delle vittime mine sono civili. Solo il 13% dei feriti era costituito da militari. Le vittime delle mine erano state colpite per l’8% durante il gioco, per il 20% durante il lavoro nei campi, per il 15% durante i viaggi, per il 4% durante lo sminamento, per il 38% durante attività non militari; il 2% degli intervistati non ha risposto.

Sulla base dei dati risulta che le vittime della guerra oggi sono:

7% i combattenti 34% i bambini 26% gli anziani 16% le donne 17% gli uomini (non combattenti)

Oggi sono i civili a pagare per le follie dei signori della guerra. Nella prima guerra mondiale, all’inizio del secolo, i civili rappresentarono il 15% delle vittime. Come si può dunque notare la situazione oggi si è capovolta rispetto all’inizio del secolo e per questo la guerra “moderna” è diventata molto più disumana e ripugnante perché a farne le spese sono gli innocenti.

 

Towards The Second Order

 

51gdu8rpqel-_sx352_bo1204203200_THE UNIVERSAL MORNING STAR nr. 8

Modern meaning of magic. Melting with psychoanalysis, archetypes, alignment of will (true will), meeting with the higher Self..

Warning: this ebook being written in an open language, which is a mix of magical-alchemical nature, much more than regular grammar and sintaxys, to generate a troubadoric nuova koiné of understanding.

The Beat Hotel

51iwhwevzql-_sx352_bo1204203200_

THE UNIVERSAL MORNING STAR nr. 7

The Beat Hotel: an essay on the political and literary side of esoterism

Warning: this ebook being written in an open language, which is a mix of magical-alchemical nature, much more than regular grammar and sintaxys, to generate a troubadoric nuova koiné of understanding.

The Law of Malkuth

51q7vssccll-_sx352_bo1204203200_

THE UNIVERSAL MORNING STAR nr. 6

Contents:
The Law of Malkvth

an outlook on the reason why Fama Fraternitatis teach us world is not for freedom and how liberty is the exception the Initiate must build in him(her)self(ve).

Warning: this ebook being written in an open language, which is a mix of magical-alchemical nature, much more than regular grammar and sintaxys, to generate a troubadoric nuova koiné of understanding.

 

A Star In Sight

5

 

THE UNIVERSAL MORNING STAR nr. 5

Contents:
We are / We are not
In Lvx et Nox
Currents in the G…D…’s tradition
Consideration in Cefalù
Name of the Order
About the Morning Star

Warning: this ebook being written in an open language, which is a mix of magical-alchemical nature, much more than regular grammar and sintaxys, to generate a troubadoric nuova koiné of understanding.

Create a free website or blog at WordPress.com.

Up ↑